Area Marina Protetta di Capo Carbonara

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http://vignette2.wikia.nocookie.net/nonciclopedia/images/5/54/Bandiera_Italia.gif/revision/latest?cb=20100728165804L’Ambiente Naturale

Gli scenari sommersi sono caratterizzati da rocce granitiche che formano pinnacoli e bastioni, avvallamenti, spaccature e tafoni, sovente colorati dal giallo delle margherite di mare o dal rosso delle gorgonie. Nei pressi dei Variglioni dell’Isola dei Cavoli è normale incontrare branchi di barracuda mediterranei e seguirli nei loro pattugliamenti in cerca di cibo, grazie anche alla notevole trasparenza dell’acqua. Nei pressi della Secca di Cala Caterina si può scendere ad ammirare uno spettacolo sommerso fatto di grosse frane granitiche, abitate da una tranquilla popolazione di cernie e orate di grandi dimensioni.

La Fauna

All’interno dell’Area Marina Protetta sono presenti le specie ittiche tipiche dei mari della Sardegna, tanto dei fondali rocciosi, predominanti nell’area, quanto di quelli più sabbiosi: polpi, gamberi, saraghi, triglie, dentici, ricciole, capponi, murene, aragoste, cefali, orate, corvine.

Si scoprono anche delle curiose eccezioni: recentemente, a causa di un sensibile innalzamento della tem-peratura delle acque, alcune specie tropicali hanno trovato casa in una secca antistante la spiaggia di Simius, ben accolti e coccolati dal personale dell’area marina e dai turisti. Segnaliamo anche la presenza del più grande mollusco bivalve del Mediterraneo: la Pinna Nobilis.fenicotteri_rosa

Tra i mammiferi, oltre alla frequente presenza dei Tursiopi, qualche anno fa è stato avvistato un esemplare della rarissima foca monaca. La loro presenza è una conferma ulteriore di acque incontaminate e di un habitat specifico che molte specie scelgono per la riproduzione, la crescita, il nutrimento. Per quanto riguarda la fauna terrestre segnaliamo, soprattutto nel contesto dello Stagno di Notteri e negli anfratti dell’Isola dei Cavoli, la presenza di specie volatili come il Falco Pellegrino, il Marangone dal Ciuffo, la Magnanina Sarda, l’Averla Piccola, il Calandro e la Calandrella, la Sterna e il Fenicottero Rosa.

 

La flora

Sono 136 le varietà vegetali spontanee presenti nell’Area Marina Protetta.gigli.jpg

Degno di particolare interesse è il dracunculus, una pianta necrofora che si riproduce nell’Isola dei Cavoli. Tipici dell’area costiera sono la macchia mediterranea – con le sue piante adatte ad affrontare le stagioni secche e asciutte – il ginepro coccolone, il pistacchio e il mirto.

Per la flora sottomarina, invece, l’Isola di Serpentara, la Secca dei Berni e la secca di Cala Caterina costituiscono l’ambiente ideale per rigogliose praterie di posidonia, importantissima per la riossigenazione delle acque.

La Posidonia oceanica, una risorsa strategica

La Posidonia (Posidonia oceanica) non è un’alga, non è un rifiuto, non è fonte di malattie e, anche se emana un odore caratteristico quando si trova depositata sulle spiagge, non produce sostanze tossiche e non è soggetta a putrefazione.poseidonia.jpeg

La Posidonia è una pianta superiore come le piante terrestri a noi più familiari. E’ una pianta molto antica adattata a vivere sui fondali marini circa 120 milioni di anni fa: è dotata di foglie, fusto, radici, fiori e frutti (Fanerogama). Il fusto, chiamato rizoma, e le radici ancorano la pianta al substrato per l’assorbimento delle sostanze nutritive; i residui fibrosi dei rizomi insieme alla sabbia, grazie all’azione rotatoria delle onde della risacca formano le egagropili , le comuni “palle di mare”. I fiori sono gli organi per la riproduzione sessuale dai quali si sviluppano i frutti, le “olive di mare”;  quando il frutto marcisce libera i semi che, in presenza di condizioni ottimali, daranno origine a nuove piantine.
I fiori si possono osservare solo sott’acqua, mentre i frutti, trasportati dalle correnti, si possono vedere anche lungo le spiagge.
Le praterie di Posidonia oceanica, con la loro presenza e integrità, sono un ottimo indicatore per determinare la qualità delle acque marino costiere in quanto sono molto sensibili alle perturbazioni naturali e antropiche.
Anticamente i cascami di Posidonia venivano utilizzati per le loro caratteristiche proprietà antisettiche.
La Posidonia vive esclusivamente nei fondali del Mar Mediterraneo (endemica) e insieme alle sue praterie e ai cascami, foglie morte, che periodicamente si accumulano nelle spiagge, riveste un’enorme importanza per la “salute” del mare e per la protezione della costa dall’erosione.
Infatti, oltre alle fondamentali funzioni che la posidonia svolge in mare come la produzione di ossigeno, stabilizzazione del substrato e ospitalità e rifugio per la vita di numerosi animali e vegetali, essa svolge importanti funzioni anche a terra. Le funzioni a terra sono esplicate sia indirettamente attraverso la funzione di “barriera” nei confronti delle correnti, sia direttamente attraverso le foglie vecchie che, staccandosi, vengono trasportate dalle correnti in spiaggia dove vanno a formare dei cumuli, a volte notevoli, chiamati banquettes. La posidonia così accumulata assume il ruolo di protezione del litorale.

Cosa determina la rimozione dei cascami della posidonia dalle spiagge?
Perdita parziale e/o addirittura la scomparsa delle spiagge attraverso la regressione della battigia. Infatti, il sedimento intrappolato dai cascami di posidonia presenti nelle spiagge contengono circa il 50% della sabbia. Attraverso questa funzione contribuiscono a mantenere inalterate e vive le spiagge. Possono essere considerate come le equivalenti delle foglie del sottobosco, una sorta di humus del mare.
I cumuli di posidonia spiaggiata rappresentano quindi una risorsa strategica che non dovrebbe essere ignorata o contrastata.
Esistono delle regole ben precise per una gestione corretta della posidonia sulle spiagge nelle quali viene esplicitamente definita e classificata come un “non rifiuto”.
La loro presenza sulle spiagge spesso scoraggia i turisti e i fruitori di quel tratto di mare definendolo “sporco”. Alcune amministrazioni tendono a rimuovere le banquette di posidonia dopo le richieste dei turisti per renderle più gradevoli e pulite, favorendo, per contro i fenomeni di erosione della costa.

La Prateria a Posidonia oceanica nell’Area Marina Protetta “Capo Carbonara”
In Area Marina, la prateria si sviluppa prevalentemente su sabbia, colonizzando substrati rocciosi solo a ridosso della costa lungo il perimetro dell’Isola dei Cavoli e di Capo Boi, e intorno agli scogli di Santo Stefano e di Piscadeddus.
La Posidonia oceanica e le sue praterie in AMP si possono osservare fino ai 40 m di profondità, segno di limpidità del nostro mare; infatti per la sua sensibilità alle variazioni ambientali, è considerata un ottimo indicatore biologico della qualità delle acque.

Minacce per le praterie a posidonia:
Le praterie a posidonia sono in pericolo soprattutto a causa della pesca a strascico e dell’ancoraggio delle imbarcazioni, entrambe vietate nell’AMP “Capo Carbonara”. Sono particolarmente protette dalle norme internazionali e nazionali.

Zone A, B, C, D

In generale le attività sono così regolamentate

Velocità

  • Nelle zone B e C è consentita la navigazione, esclusivamente in assetto dislocante, a velocità non superiore a 5 nodi, entro la distanza di 300 metri dalla costa, e a velocità non superiore a 10 nodi, entro la fascia di mare compresa tra i 300 metri e i 600 metri di distanza dalla costa.

Ancoraggio e ormeggio

  • Nelle zone indicate come A “riserva integrale” è vietata la navigazione, l’ancoraggio e l’ormeggio.
  • Nelle zone indicate come B “riserva generale”, C “riserva parziale” eD “riserva sperimentale”è consentito l’ancoraggio negli specchi acquei caratterizzati da fondali sabbiosi, liberi da Posidonia oceanica, non interdette per fini balneari con determinazione della RAS n. 817 del 10-05-2013.

Pesca sportiva

  • In tutta l’A .M .P. è vietata la pesca subacquea.
  • Nella zona “A” riserva integrale, è vietata la pesca professionale e sportiva con qualunque mezzo esercitata.
  • Nella zona “B” riserva generale, la pesca sportiva può essere praticata solo se autorizzata dal soggetto gestore (Comune di Villasimius) e riservata ai residenti nel Comune di Villasimius.
  • Nelle zone “C e D” riserva parziale, la pesca sportiva può essere praticata solo se autorizzata dal soggetto gestore (Comune di Villasimius) e regolamentata sulla base delle esigenze di tutela dell’A .M .P, ai soggetti equiparati ai residenti nel Comune di Villasimius (vedi i requisiti per richiedere l’autorizzazione alla sezione modulistica).

La pesca sportiva può essere praticata solo ed esclusivamente con i seguenti attrezzi e limitazioni:

  • E’ vietato l’uso dei seguenti attrezzi: palamiti, nasse, bilancia, rezzaglio, l’uso della fiocina con l’ausilio di fonti luminose.
  • NON E’ CONSENTITA LA PESCA DEL RICCIO DI MARE(Paracentrotus lividus)

http://www.ampcapocarbonara.it/mappa-parco.html

http://www.ampcapocarbonara.it/media/all_3_-dm_07_02_2012_60_amp_capocarbonara_consentite.pdf

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/ae/Flag_of_the_United_Kingdom.svg/1280px-Flag_of_the_United_Kingdom.svg.pngCapo Carbonara Marine Protected Area is located in the south-eastern portion of Sardinia. The area includes the coastline extending from Capo Boi, in the western sector within the Gulf of Cagliari, to Punta Is Proceddus at north-east; the two main rocky islands, Cavoli and Serpentara, are respectively the southernmost and easternmost portions of the coast. A number of rocky islets and submerged reefs are scattered all around the coast and main islands: Piscadeddus, S. Stefano, S. Caterina, S. Elmo, Berni are the most relevant.

The coastline is washed by both the Sardinian Channel and the Southern Tyrrhenian Sea and it has different degrees of exposure to winds and waves. The coastal morphology is irregular and articulated, with rocky granitic cliffs, blocks, boulders and pebbles alternated by large and small beach systems. A small, inland barrier lagoon (Notteri lagoon, about 34 ha), adjacent to the MPA and separated to the sea by a small sand barrier, is the most important wetland spot for migratory birds.

The landscape in the Capo Carbonara-Villasimius area is mostly dominated by the presence of morphological highs, where granite is the main lithology. These features are broadly observed all along the coast of the MPA, shaping the landscape with large portions of rocky coastline. Granite rocks are subjected to a characteristic alteration named hydrolysis and its derived morphologies (such as tors, inselberg, tafoni, split and caves), particularly in the main islands; it is also remarkable, due to the previously mentioned selective alteration of silicates, the occurrence of quartzo-felsphatic beaches and wide dune systems.

In the coastal area of interface between the continental and submerged environment, the main components of the geo-environmental system of beaches are: i) secondary dune systems, mainly stabilized with natural or artificial vegetation; ii) primary dune systems; iii) emerged beach areas; iv) wet systems of backshore and river mouth.

In the submerged area, several geo-environmental systems have been recognized by morpho-sedimentary features: i) wide submerged beaches, with quartzo-felsphatic sands, medium to fine granulometry; ii) sandy deposits mixed with rocky bottoms and extensive beach-rock formations at different depths (-27 m; -35 m, -45 m), with a locally high content of biogenic grains (rhodoliths and free melobesiae); iii) rocky bottoms corresponding to old terraces of abrasion colonized by marine vegetation; iv) rocky outcrops emerging from the seabed corresponding to surfaces generated by marine abrasion.

The presence of particular granitic morphologies (such as tors, inselberg, split and caves) as well as extensive Posidonia oceanica meadows on both sandy and rocky beds, increases the seascape value and offer a number of niches, hides, nest and nursery areas for marine flora and fauna. Due to the high level of habitat heterogeneity and complexity, fish abundance and species diversity are also significant.

In the terrestrial area adjacent to the MPA four main kind of vegetations can be recognized: i) psammophilic vegetation (e.g. Cakile maritima, Eryngium maritimum, Glaucium flavum, Agropyrum junceum) and halophytes tolerant salty or brackish waters (e.g. Salicornia spp, Phragmites spp.) behind the beach dune and around wet systems; ii) low Mediterranean scrublands (Limonium spp.) and shrub formations (Pistacia lentiscus, Arbustus unedo, Myrtus communis, Phyllirea spp., Juniperus spp., Asphodelus microcarpus, Cistus spp., Asparagus spp.), somewhere well structured, somewhere else in recovery after recent fire; iii) areas subject to agro-pastoral activities; iv) artificial vegetation prevailing in the inland neighbouring town of Villasimius and among the various existing tourist facilities (villages and resorts).

The main islands (Cavoli and Serpentara) are characterized by the presence of several endemisms or species with limited geographical ranges (Helicodiceros muscivorus, Limonium dictyocladum, Verbascum conocarpum, Urginea fugax, Brassica insularis). Noteworthy is the presence of the lichen Caloplaca rinodinae-albae, described for the first time at Cavoli Island (Nimis and Poelt, 1987) and for which the island is its “locus classicus”.

The coastal area immediately adjacent to the sea as well as the main islands, Cavoli and Serpentara, are home for a number of terrestrial habitat and species that are relevant for conservation purposes; actually, these coastal areas are part of Special Protection Areas and Special Areas for Conservation of Natura 2000 Network. Although the MPA encompasses merely marine surface, these habitat and species, have been reported in the present document in the sections 3.2b and 3.4.

Site description

Because of its geographic position as well as the geological and geomorphological features, Capo Carbonara MPA has biological and ecological features considered critical for conservation purposes. Marine biodiversity and the number of habitat and species of conservation interest are impressive. Some of the most productive and rich in diversity biocoenosis of the Mediterranean Sea are present in the MPA: shallow Cystoseira belts (C. amentacea, C. crinita and C. compressa) and biogenic constructions (Lithophyllum spp. and vermetids) that indicate good status of water quality, according to Ballesteros et al. (2007); extensive Posidonia oceanica meadows with the lower limit close to the limit of the bathymetric distribution of the species; coralligenous assemblages and submerged caves widespread in the whole area; biogenic sediments with free corallinales (among them Phymatolithon calcareum and Lithothamnion corallioides that are included in the annex V of Habitat Directive, 92/43/EEC).

The gorgonians Eunicella cavolinii, Eunicella singularis and Paramuricea clavata, the coral Cladocora caespitosa, and the vermetids Dendropoma petraeum and Vermetus triquetrus are largely represented; they form facies that are included in the Draft Reference List of Habitat Types for the Selection of Sites to be included in the National Inventories of Natural Sites of Conservation Interest (Appendix B). Some seashells of genus Charonia have been reported even though is unknown the species they belong. The bivalve Spondylus gaederopus, included in the National Red Data List, is also found in the MPA.

Moreover, because of its geographic position, the MPA is an hotspot for thermophilic biota that is spreading northwards from other Mediterranean or extra-Mediterranean areas. Warm water affinity species have been recognized in the MPA: Thalassoma pavo, Sphyraena viridensis are quite abundant, Balistes carolinensis is commonly observed in one site of the MPA, while Sparisoma cretense has been reported occasionally; the rhodophyta Asparagopsis taxiformis has been recorded, with rare thalli, in few sites of the MPA. Among non indigenous species, the invasive chlorophyta Caulerpa racemosa var. cylindracea is noteworthy because of its potential detrimental effects on biodiversity and the consequent relevance for management of the area.

Cavoli and Serpentara islands and the coastal areas adjacent to the MPA are part of Special Protection Areas and Special Areas for Conservation of Natura 2000 Network. These areas are home to 21 endemic coastal flora and fauna species, in particular: 13 plants, including Brassica insularis that is also included in the annex II of Habitat Directive, 92/43/EEC; 6 coleoptera, 1 reptile (Podarcis tiliguerta) and 1 amphibian (Hyla sarda, also included in the annex IV of Habitat Directive, 92/43/EEC).

Moreover the coastal area and the main islands are home to 84 species: 2 plants (Rouya polygama and Ruscus aculeatus), 6 reptiles (Chalcides ocellatus, Coluber viridiflavus, Phyllodactylus europaeus, Podarcis siculus, Podarcis taurica, Testudo hermanni) and 1 chiropter (Myotis myotis), included in the annexes II, IV or V of Habitat Directive (92/43/ EEC); 77 bird species relevant to the conservation and management of the area, 47 of which are included in the annexes I, II or III of Birds Directive (79/409/EEC).

All this, in a relatively little disturbed area, makes the MPA a site of special interest for research

Conservation status

The ecological status of the water body in the MPA is high according to the classification proposed within the Water Framework Directive 60/2000 (Guala et al., 2009, http://www.sidimar.it). Benthic assemblages are generally well preserved: Posidonia oceanica meadows are among the most productive and deep in the whole region (AA.VV. 2002; Buia et al., 2005); only the shallow meadow and the barrier-reef meadow in S. Stefano Bay is fairly discontinuous probably because of physical damages, due to the presence of the harbour pier and anchoring and trampling during the summer. Coralligenuos biocoenosis and gorgonians are also widespread and well conserved in the whole area.

Fish fauna is quite abundant, diverse and very well preserved, particularly the populations of the dusky grouper (Epinephelus marginatus), corb (Sciaena umbra) and sparidae.

The high frequency of marine mammals and reptiles (Caretta caretta) testifies the good status of marine environment; it is noteworthy the sighting of a monk seal (Monachus monachus) in 2000 (Mo, 2000) and, very recently in 2011, three Balaenoptera physalus (Vacca, personal communication).

Vulnerability

Intensive human pressures have only been recorded during the summer season. Possible vulnerable ecosystems are: i) sandy beaches and dune due to the high tourist frequentation and the removal with heavy machines of beach-wrack made of Posidonia oceanica leaf litter (banquettes) ; ii) shallow Posidonia oceanica meadows as a consequence of anchoring, diving and trampling (particularly the barrier-reef structure in S. Stefano Bay); iii) coralligenous assemblages as consequence of mechanic damages (e.g. anchoring, diving activities and artisanal and recreational fisheries).

The mechanical damage caused by divers are strictly localized in some sites with a very small extension relative to the surface of the MPA. The high frequency of motor boats during the summer may discourage the presence of marine mammals (as a consequence of noise) and damage the sea turtle Caretta caretta (due to the impacts with the hulls and propellers).

The construction and development of the tourist harbour “Marina di Villasimius” has caused the erosion of nearby beaches and represents a potential source of water and sediment pollution due to the oil spill from recreational and commercial boats.

Fish abundance seems to be scarcely affected by recreational and commercial fisheries; rare cases of poaching (illegal fishing) have been reported.

Some ecosystems/habitat/species are potentially vulnerable to the impact of non indigenous species such as the chlorophyta Caulerpa racemosa var. cylindracea, very abundant everywhere, the crab Percnon gibbesi, also frequent in the upper rocky infralittoral, and the fish Fistularia commersonii, repeatedly caught by local fishermen. This is the why management plans foresee the monitoring of dynamics and spread of main invaders recorded within the MPA.

 

Site designation

The MPA is divided in three zones with different degree of protection: the Zone A (4% of the entire area) is the integral reserve (no-take, no-entry zone); the Zone B or general reserve (14%) is the buffer or restricted use zone; the Zone C or partial reserve (82%) is the multiple use management zones.

In 2010, the Special Area for Conservation designated as ITB040055 (Campu Longu) was included in the Special Area for Conservation ITB040020 (Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis) which is currently referred as Isola dei Cavoli, Serpentara, Punta Molentis e Campulongu. In the section 5.2 data on this new proposed Special Area for Conservation are reported although it has to be confirmed yet

 

Site management and plans

The Capo Carbonara MPA includes four zones with different degree of protection:

A Zone: integral reserve. No-take area in the western sector of Serpentara Island. The boundaries of the no take zone are listed on the map. Only research scientific activities and SCUBA diving, along fixed trails in delimitated areas and under the regulation/permission of the Management Body, are allowed.

B Zone: general reserve. This zone includes four sites: the eastern sector of Serpentara Island, the rocky outcrop of Berni, the system Capo Carbonara – Cavoli Island, and the area in the south of Cavoli Island. The boundaries of each sub-areas are listed on the map. In this area, sailing up to 10 kn, SCUBA diving activities, bathing and mooring regulated by the Management Body are allowed. Small scale fisheries are allowed to professional fishermen resident in the municipality of Villasimius and to recreational fishermen, under the regulation of the Management Body.

C – D Zone: partial reserve – sperimental reserve. This zone corresponds to the remaining area of the marine reserve. In this area are allowed: sailing, regulated mooring, regulated SCUBA diving, regulated recreational fishing, professional fishing for fisherman resident in the town of Villasimius and for those not resident but licensed by the Management Body.

Trawling and spear fishing are not admitted in the whole MPA.

http://www.ampcapocarbonara.it/

http://www.ampcapocarbonara.it/mappa-parco

htmlhttp://www.ampcapocarbonara.it/media/all_3_-

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/9a/Flag_of_Spain.svg/1280px-Flag_of_Spain.svg.pngEl área protegida marino Capo Carbonara se encuentra en la parte sureste de Cerdeña. El área incluye la línea costera que se extiende desde Capo Boi, en el sector occidental en el Golfo de Cagliari, hasta Punta Is Proceddus en el noreste; Las dos principales islas rocosas, Cavoli y Serpentara, son respectivamente las partes más meridionales y orientales de la costa. Una serie de islotes rocosos y arrecifes sumergidos están dispersos por toda la costa y las islas principales: Piscadeddus, S. Stefano, S. Caterina, S. Elmo, Berni son los más relevantes.

El litoral es lavado tanto por el Canal de Cerdeña como por el Mar Tirreno Meridional y tiene diferentes grados de exposición a los vientos y las olas. La morfología costera es irregular y articulada, con acantilados graníticos rocosos, bloques, cantos rodados y guijarros alternados por sistemas de playa grandes y pequeños. Una pequeña laguna de barrera interior (laguna de Notteri, cerca de 34 ha), adyacente al MPA y separada al mar por una pequeña barrera de arena, es el lugar más importante para las aves migratorias.

El paisaje de la zona de Capo Carbonara-Villasimius está predominantemente dominado por la presencia de altos morfológicos, donde el granito es la principal litología. Estas características se observan ampliamente a lo largo de toda la costa del MPA, dando forma al paisaje con grandes porciones de costa rocosa. Las rocas de granito se someten a una alteración característica denominada hidrólisis y sus morfologías derivadas (tales como tors, inselberg, tafoni, split y cuevas), particularmente en las islas principales; También es notable, debido a la alteración selectiva de silicatos anteriormente mencionada, la aparición de playas cuarzofelsfáticas y amplios sistemas de dunas.

En la zona costera de la interfaz entre el medio ambiente continental y sumergido, los principales componentes del sistema geoambiental de las playas son: i) sistemas de dunas secundarias, principalmente estabilizados con vegetación natural o artificial; Ii) sistemas de dunas primarias; Iii) zonas de playa emergidas; Iv) sistemas húmedos de la costa y la boca del río.

En el área sumergida, varios sistemas geo-ambientales han sido reconocidos por características morfo-sedimentarias: i) playas anchas sumergidas, con arenas cuarzo-felsfáticas, granulometría media a fina; Ii) depósitos arenosos mezclados con fondos rocosos y extensas formaciones de rocas de playa a diferentes profundidades (-27 m; -35 m, -45 m), con un alto contenido local de granos biogénicos (rodolitos y melobesia libre); Iii) fondos rocosos correspondientes a antiguas terrazas de abrasión colonizadas por vegetación marina; Iv) los afloramientos rocosos que emergen del lecho marino, correspondientes a las superficies generadas por la abrasión marina.

La presencia de morfologías graníticas particulares (como tors, inselberg, fisuras y cuevas), así como extensas praderas de Posidonia oceanica en lechos arenosos y rocosos, aumenta el valor del paisaje marino y ofrece una serie de nichos, cueros, nidos y viveros para las especies marinas Flora y fauna. Debido al alto nivel de heterogeneidad y complejidad del hábitat, la abundancia de peces y la diversidad de especies son también significativas.

En el área terrestre adyacente al MPA se pueden reconocer cuatro tipos principales de vegetación: i) vegetación psammófila (por ejemplo, Cakile maritima, Eryngium maritimum, Glaucium flavum, Agropyrum junceum) y halófitas tolerantes a aguas salobres o salobres (por ejemplo Salicornia spp, Phragmites spp. ) Detrás de la duna de la playa y alrededor de los sistemas húmedos; Ii) matorrales mediterráneos bajos (Limonium spp.) Y formaciones arbóreas (Pistacia lentiscus, Arbustus unedo, Myrtus communis, Phyllirea spp., Asperodus spp., Asphodelus microcarpus, Cistus spp., Asparagus spp.) Recuperación tras incendios recientes; Iii) zonas sujetas a actividades agro-pastorales; Iv) la vegetación artificial que prevalece en la localidad vecina de Villasimius y entre las diversas instalaciones turísticas existentes (aldeas y centros turísticos).

Las islas principales (Cavoli y Serpentara) se caracterizan por la presencia de varios endemismos o especies con rangos geográficos limitados (Helicodiceros muscivorus, Limonium dictyocladum, Verbascum conocarpum, Urginea fugax, Brassica insularis). Destaca la presencia del liquen Caloplaca rinodinae-albae, descrito por primera vez en la isla Cavoli (Nimis y Poelt, 1987) y para el cual la isla es su “locus classicus”.

La zona costera inmediatamente adyacente al mar, así como las islas principales, Cavoli y Serpentara, son el hogar de una serie de hábitats terrestres y especies que son relevantes para fines de conservación; En realidad, estas zonas costeras forman parte de las Zonas Especiales de Protección y Áreas Especiales para la Conservación de la Red Natura 2000. Aunque el MPA abarca superficies meramente marinas, estos hábitats y especies han sido reportados en el presente documento en las secciones 3.2b y 3.4.

Descripción del lugar
Debido a su posición geográfica, así como las características geológicas y geomorfológicas, Capo Carbonara MPA tiene características biológicas y ecológicas consideradas críticas para fines de conservación. La biodiversidad marina y el número de hábitats y especies de interés para la conservación son impresionantes. Algunas de las biocenosis más productivas y ricas en diversidad del Mar Mediterráneo están presentes en el MPA: cinturones poco profundos de Cystoseira (C. amentacea, C. crinita y C. compressa) y construcciones biogénicas (Lithophyllum spp. Y vermetids) que indican buen estado De la calidad del agua, según Ballesteros et al. (2007); Extensas praderas de Posidonia oceanica con el límite inferior cercano al límite de la distribución batimétrica de la especie; Agrupaciones corallógenas y cuevas sumergidas generalizadas en toda la zona; Sedimentos biogénicos con corallinales libres (entre ellos Phymatolithon calcareum y Lithothamnion corallioides que se incluyen en el anexo V de la Directiva 92/43 / CEE del Hábitat).

Los gorgonios Eunicella cavolinii, Eunicella singularis y Paramuricea clavata, el coral Cladocora caespitosa y los vermetides Dendropoma petraeum y Vermetus triquetrus están ampliamente representados; Forman facies que se incluyen en el Proyecto de Lista de Referencia de Tipos de Hábitat para la Selección de Sitios a ser incluidos en los Inventarios Nacionales de Sitios Naturales de Interés de Conservación (Apéndice B). Algunas conchas marinas del género Charonia han sido reportadas aunque no se conocen las especies a las que pertenecen. El bivalvo Spondylus gaederopus, incluido en la National Red Data List, también se encuentra en el MPA.

Además, debido a su posición geográfica, el MPA es un hotspot para la biota termófila que se está extendiendo hacia el norte de otras áreas mediterráneas o extra-mediterráneas. Se han reconocido especies de afinidad de agua caliente en el MPA: Thalassoma pavo, Sphyraena viridensis son bastante abundantes, Balistes carolinensis se observa comúnmente en un sitio del MPA, mientras que Sparisoma cretense se ha reportado ocasionalmente; Se ha registrado la rhodophyta Asparagopsis taxiformis, con thali raros, en pocos sitios de la AMP. Entre las especies no autóctonas, la clorofita Caulerpa racemosa var. Cylindracea es notable debido a sus potenciales efectos perjudiciales sobre la biodiversidad y la consiguiente relevancia para la gestión de la zona.

Las islas de Cavoli y Serpentara y las zonas costeras adyacentes al AMP forman parte de las Zonas Especiales de Protección y Áreas Especiales para la Conservación de la Red Natura 2000. En estas zonas viven 21 especies endémicas de flora y fauna costeras, en particular: 13 plantas, incluida Brassica insularis, incluida también en el anexo II de la Directiva 92/43 / CEE del Hábitat; 6 coleópteros, 1 reptil (Podarcis tiliguerta) y 1 anfibio (Hyla sarda, incluido también en el anexo IV de la Directiva 92/43 / CEE).

Además, la zona costera y las islas principales albergan 84 especies: 2 plantas (Rouya polygama y Ruscus aculeatus), 6 reptiles (Chalides ocellatus, Coluber viridiflavus, Phyllodactylus europaeus, Podarcis siculus, Podarcis taurica y Testudo hermanni) y 1 chiropter (Myotis Myotis), incluidos en los anexos II, IV o V de la Directiva sobre hábitats (92/43 / CEE); 77 especies de aves pertinentes para la conservación y ordenación de la zona, 47 de las cuales se incluyen en los anexos I, II o III de la Directiva sobre aves (79/409 / CEE).

Todo esto, en un área relativamente poco perturbada, hace de la AMP un sitio de especial interés para la investigación

Estado de conservación
El estado ecológico de la masa de agua en el MPA es alto de acuerdo con la clasificación propuesta en la Directiva Marco del Agua 60/2000 (Guala et al., 2009, http://www.sidimar.it). Los conjuntos bentónicos están generalmente bien conservados: los prados de Posidonia oceanica se encuentran entre los más productivos y profundos de toda la región (AA.VV, 2002; Buia et al., 2005); Sólo el prado bajo y el prado de barrera en la bahía de S. Stefano es bastante discontinuo probablemente debido a daños físicos, debido a la presencia del muelle del puerto y anclaje y pisoteo durante el verano. La biocenosis coralligénica y las gorgonias también están muy extendidas y bien conservadas en toda la zona.

La fauna de peces es bastante abundante, diversa y muy bien conservada, particularmente las poblaciones de mero oscuro (Epinephelus marginatus), corb (Sciaena umbra) y sparidae.

La alta frecuencia de mamíferos marinos y reptiles (Caretta caretta) atestigua el buen estado del medio ambiente marino; Cabe destacar el avistamiento de una foca monje (Monachus monachus) en 2000 (Mo, 2000) y, muy recientemente en 2011, tres Balaenoptera physalus (Vacca, comunicación personal).

Vulnerabilidad
Las presiones humanas intensivas sólo se han registrado durante la temporada de verano. Los posibles ecosistemas vulnerables son: i) las playas arenosas y las dunas debido a la alta frecuentación turística ya la remoción con máquinas pesadas de la playa-envoltura hechas de la litera de la hoja de Posidonia oceanica (banquetas); Ii) praderas poco profundas de Posidonia oceanica como consecuencia del anclaje, el buceo y el pisoteo (particularmente la estructura barrera-arrecife en la bahía de S. Stefano); Iii) asociaciones coralligenas como consecuencia de daños mecánicos (por ejemplo, anclaje, actividades de buceo y pesca artesanal y recreativa).

Los daños mecánicos causados ​​por los buceadores están estrictamente localizados en algunos sitios con una extensión muy pequeña en relación con la superficie del MPA. La alta frecuencia de las embarcaciones de motor durante el verano puede desalentar la presencia de mamíferos marinos (como consecuencia del ruido) y dañar la tortuga Caretta caretta (debido a los impactos con los cascos y las hélices).

La construcción y desarrollo del puerto turístico “Marina di Villasimius” ha causado la erosión de las playas cercanas y representa una fuente potencial de contaminación de agua y sedimentos debido al derrame de petróleo de barcos recreativos y comerciales.

La abundancia de peces parece ser apenas afectada por la pesca recreativa y comercial; Se han reportado casos raros de caza furtiva (pesca ilegal).

Algunos ecosistemas / hábitat / especies son potencialmente vulnerables al impacto de especies no autóctonas como la clorofita Caulerpa racemosa var. Cilíndrica, muy abundante en todas partes, el cangrejo Percnon gibbesi, también frecuente en el infralitorio rocoso superior, y el pez Fistularia commersonii, capturado repetidamente por pescadores locales. Esta es la razón por la cual los planes de gestión prevén el seguimiento de la dinámica y la propagación de los principales invasores registrados dentro de la AMP.

Designación del sitio
El MPA se divide en tres zonas con diferente grado de protección: la Zona A (4% del área total) es la reserva integral (zona de no-entrada, no entrada); La zona B o reserva general (14%) es la zona de reserva o de uso restringido; La zona C o reserva parcial (82%) son las zonas de gestión de uso múltiple.

En 2010, se incluyó en el Área Especial de Conservación ITB040020 (Isola dei Cavoli, Serpentara y Punta Molentis) el Área Especial de Conservación designada como ITB040055 (Campu Longu), actualmente denominada Isola dei Cavoli, Serpentara, Punta Molentis e Campulongu. En la sección 5.2 se informan datos sobre este nuevo Área Especial de Conservación, aunque debe confirmarse

Gestión y planes del emplazamiento
El MPA Capo Carbonara incluye cuatro zonas con diferentes grados de protección:

A Zona: reserva integral. Zona de no-toma en el sector occidental de la Isla Serpentara. Los límites de la zona de no tomar están listados en el mapa. Sólo se permiten actividades científicas de investigación y buceo submarino, a lo largo de senderos fijos en áreas delimitadas y bajo la regulación / permiso del Órgano de Gestión.

Zona B: reserva general. Esta zona comprende cuatro sitios: el sector oriental de la isla Serpentara, el afloramiento rocoso de Berni, el sistema Capo Carbonara – Isla Cavoli, y el área en el sur de la isla Cavoli. Los límites de cada subárea se enumeran en el mapa. En esta área, navegando hasta 10 kn, actividades de buceo, baño y amarre regulado por el Organismo de Gestión están permitidos. Se permite la pesca artesanal a los pescadores profesionales residentes en el municipio de Villasimius ya los pescadores recreativos, con arreglo a la reglamentación del Órgano de Gestión.

Zona C – D: reserva parcial – reserva experimental. Esta zona corresponde al área restante de la reserva marina. En esta zona se permiten: vela, amarre regulado, buceo regulado, pesca recreativa reglamentada, pesca profesional para pescador residente en la localidad de Villasimius y para aquellos que no residan pero con licencia del Organismo de Gestión.

La pesca de arrastre y la pesca con lanza no se admiten en toda la AMP.

http://www.ampcapocarbonara.it/

http://www.ampcapocarbonara.it/mappa-parco

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https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/c3/Flag_of_France.svg/1280px-Flag_of_France.svg.pngLa zone protégée marine de Capo Carbonara est située dans la partie sud-est de la Sardaigne. La zone comprend le littoral s’étendant de Capo Boi, dans le secteur occidental dans le golfe de Cagliari, jusqu’à Punta Is Proceddus au nord-est; Les deux principales îles rocheuses, Cavoli et Serpentara, sont respectivement les parties les plus au sud et à l’est de la côte. Un certain nombre d’îlots rocheux et de récifs immergés sont dispersés dans toute la côte et les principales îles: Piscadeddus, S. Stefano, S. Caterina, S. Elmo, Berni sont les plus pertinents.

Le littoral est lavé à la fois par la Manche de Sardaigne et par la Mer du Tyrrhénienne du Sud et a des degrés différents d’exposition aux vents et aux vagues. La morphologie côtière est irrégulière et articulée, avec des falaises granitiques rocheuses, des blocs, des rochers et des cailloux alternés par de grands et petits systèmes de plage. Un petit lagon de barrière intérieure (lagune de Notteri, environ 34 ha), adjacent à l’AMP et séparé à la mer par une petite barrière de sable, est l’endroit le plus important pour les oiseaux migrateurs.

Le paysage dans la région de Capo Carbonara-Villasimius est principalement dominé par la présence de hauteurs morphologiques, où le granite est la lithologie principale. Ces caractéristiques sont largement observées tout au long de la côte de l’AMP, façonnant le paysage avec de grandes portions de côte rocheuse. Les roches de granit sont soumises à une altération caractéristique appelée hydrolyse et ses morphologies dérivées (telles que tors, inselberg, tafoni, split et grottes), en particulier dans les îles principales; Il est également remarquable, en raison de l’altération sélective mentionnée précédemment des silicates, de l’apparition de plages quartzo-felsphatiques et de systèmes de dunes larges.

Dans la zone côtière d’interface entre l’environnement continental et submergé, les principales composantes du système géo-environnemental des plages sont: i) les systèmes de dunes secondaires, principalement stabilisés avec une végétation naturelle ou artificielle; Ii) systèmes de dunes primaires; Iii) zones de plage émergées; Iv) les systèmes humides du littoral et de l’embouchure des rivières.

Dans la zone submergée, plusieurs systèmes géo-environnementaux ont été reconnus par des caractéristiques morpho-sédimentaires: i) plages plongées larges, avec des sables quartzo-felsphatiques, granulométrie moyenne à fine; Ii) des dépôts de sable mélangés avec des fonds rocheux et des formations étendues de plage à différentes profondeurs (-27 m, -35 m, -45 m), avec une teneur localement élevée en grains biogènes (rhodolithes et mélobésies libres); Iii) les fonds rocheux correspondant aux anciennes terrasses d’abrasion colonisées par la végétation marine; Iv) affleurements rocheux émergeant du fond marin correspondant aux surfaces générées par l’abrasion marine.

La présence de morphologies granitiques particulières (comme tors, inselberg, split et grottes) ainsi que de vastes prairies Posidonia oceanica sur les lits sableux et rocheux, augmente la valeur du paysage marin et offre un certain nombre de niches, de pelures, de nichoirs et de garderies pour la marine la faune et la flore. En raison de l’hétérogénéité et de la complexité de l’habitat, l’abondance des poissons et la diversité des espèces sont également importantes.

Dans la zone terrestre adjacente à l’AMP, on peut reconnaître quatre principales végétations: i) la végétation psammophile (par exemple, Cakile maritima, Eryngium maritimum, Glaucium flavum, Agropyrum junceum) et des eaux salées ou salées tolérantes aux halophytes (par ex. Salicornia spp, Phragmites spp. ) Derrière la dune de la plage et autour des systèmes humides; Ii) les petites forêts méditerranéennes (Limonium spp.) Et les arbustes (Pistacia lentiscus, Arbustus unedo, Myrtus communis, Phyllirea spp., Juniperus spp., Asphodelus microcarpus, Cistus spp., Asparagus spp.), Quelque part bien structuré, ailleurs Récupération après feu récent; Iii) domaines soumis à des activités agro-pastorales; Iv) végétation artificielle qui prévaut dans la ville voisine de Villasimius et parmi les différentes installations touristiques existantes (villages et stations balnéaires).

Les principales îles (Cavoli et Serpentara) se caractérisent par la présence de plusieurs endémies ou espèces à portée limitée (Helicodiceros muscivorus, Limonium dictyocladum, Verbascum conocarpum, Urginea fugax, Brassica insularis). Il convient de noter la présence du lichen Caloplaca rinodinae-albae, décrite pour la première fois à l’île de Cavoli (Nimis et Poelt, 1987) et pour laquelle l’île est son «locus classicus».

La zone côtière immédiatement adjacente à la mer ainsi que les îles principales, Cavoli et Serpentara, abritent un certain nombre d’habitats terrestres et d’espèces qui sont pertinentes à des fins de conservation; En fait, ces zones côtières font partie des zones de protection spéciale et des zones spéciales pour la conservation du réseau Natura 2000. Bien que l’AMP englobe uniquement la surface marine, ces habitats et ces espèces, ont été signalés dans le présent document dans les sections 3.2b et 3.4.

Description du site
En raison de sa position géographique ainsi que des caractéristiques géologiques et géomorphologiques, la MPA de Capo Carbonara a des caractéristiques biologiques et écologiques considérées comme critiques à des fins de conservation. La biodiversité marine et le nombre d’habitats et d’espèces d’intérêt pour la conservation sont impressionnants. Certaines des biocénoses de la Méditerranée les plus productives et les plus riches en diversité sont présentes dans la MPA: ceintures peu profondes de Cystoseira (C. amentacea, C. crinita et C. compressa) et constructions biogéniques (Lithophyllum spp. Et vermetids) qui indiquent un bon état De qualité de l’eau, selon Ballesteros et al. (2007); Des prairies étendues de Posidonia oceanica avec la limite inférieure près de la limite de la distribution bathymétrique de l’espèce; Les assemblages coralligènes et les grottes submergées dans l’ensemble de la région; Les sédiments biogènes aux corallinales libres (parmi ceux Phymatolithon calcareum et Lithothamnion corallioides qui sont inclus dans l’annexe V de la directive Habitat, 92/43 / EEC).

Les gorgones Eunicella cavolinii, Eunicella singularis et Paramuricea clavata, le corail Cladocora caespitosa et les vermetids Dendropoma petraeum et Vermetus triquetrus sont largement représentés; Ils forment des faciès qui sont inclus dans le projet de liste de référence des types d’habitats pour la sélection des sites à inclure dans les inventaires nationaux des sites naturels d’intérêt pour la conservation (annexe B). Certains coquillages du genre Charonia ont été signalés même si on ignore les espèces auxquelles ils appartiennent. Le bivalve Spondylus gaederopus, inclus dans la Liste nationale des données rouges, se trouve également dans le MPA.

De plus, en raison de sa position géographique, le MPA est un point chaud pour le biote thermophile qui s’étend vers le nord à partir d’autres zones méditerranéennes ou extra-méditerranéennes. Les espèces d’affinité à l’eau chaude ont été reconnues dans la MPA: Thalassoma pavo, Sphyraena viridensis sont assez abondantes, Balistes carolinensis est fréquemment observée dans un site de l’AMP, alors que Sparisoma cretense a été signalé occasionnellement; La rhodophyta Asparagopsis taxiformis a été enregistrée, avec des thalli rares, dans quelques sites de l’AMP. Parmi les espèces non indigènes, la chlorophyte invasive Caulerpa racemosa var. La cylindracea est remarquable en raison de ses effets nuisibles potentiels sur la biodiversité et de la pertinence qui en découle pour la gestion de la zone.

Les îles Cavoli et Serpentara et les zones côtières adjacentes à l’AMP font partie des zones de protection spéciale et des zones spéciales pour la conservation du réseau Natura 2000. Ces zones abrite 21 espèces endémiques de flore et de faune côtière, en particulier: 13 plantes, y compris Brassica insularis, qui figure également dans l’annexe II de la directive 92/43 / CEE relative à l’habitat; 6 coléoptères, 1 reptile (Podarcis tiliguerta) et 1 anphibien (Hyla sarda, également inclus dans l’annexe IV de la directive Habitat, 92/43 / CEE).

En outre, la zone côtière et les principales îles abritent 84 espèces: 2 plantes (Rouya Polygama et Ruscus aculeatus), 6 reptiles (Chalcides ocellatus, Coluber viridiflavus, Phyllodactylus europaeus, Podarcis siculus, Podarcis taurica, Testudo hermanni) et 1 chiropteur (Myotis Myotis), inclus dans les annexes II, IV ou V de la directive sur l’habitat (92/43 / CEE); 77 espèces d’oiseaux concernées par la conservation et la gestion de la zone, dont 47 figurent dans les annexes I, II ou III de la directive oiseaux (79/409 / CEE).

Tout cela, dans une zone relativement peu perturbée, rend l’AMP un site d’intérêt particulier pour la recherche.

État de conservation
L’état écologique du plan d’eau dans l’AMP est élevé selon la classification proposée dans la directive-cadre sur l’eau 60/2000 (Guala et al., 2009, http://www.sidimar.it). Les assemblages benthiques sont généralement bien conservés: les prairies de Posidonia oceanica sont parmi les plus productives et les plus profondes de toute la région (AA.VV. 2002; Buia et al., 2005); Seul le prai peu profond et la prairie barrière-récif à S. Stefano Bay sont assez discontinus probablement en raison de dommages physiques, en raison de la présence de la jetée du port, de l’ancrage et du piétinement pendant l’été. La biocoénose et les gorgones de Coralligenuos sont également répandues et bien conservées dans toute la région.

La faune des poissons est assez abondante, diversifiée et très bien conservée, en particulier les populations du mérou obscur (Epinephelus marginatus), corb (Sciaena umbra) et sparidés.

La fréquence élevée des mammifères marins et des reptiles (Caretta Caretta) témoigne du bon état de l’environnement marin; Il convient de noter l’observation d’un sceau moine (Monachus monachus) en 2000 (Mo, 2000) et, très récemment en 2011, trois Balaenoptera physalus (Vacca, communication personnelle).

Vulnérabilité
Les pressions humaines intensives n’ont été enregistrées que pendant la saison estivale. Les écosystèmes vulnérables possibles sont: i) les plages de sable et les dunes en raison de la fréquentation touristique élevée et de l’enlèvement avec des machines lourdes de détresse de plage en litière Posidonia oceanica (banquettes); Ii) les prairies superficielles de Posidonia oceanica en raison de l’ancrage, de la plongée et du piétinement (en particulier la structure barrière-récifale de la baie de S. Stefano); Iii) les assemblages coralligènes en raison de dommages mécaniques (par exemple, ancrage, activités de plongée et pêche artisanale et récréative).

Les dommages mécaniques causés par les plongeurs sont strictement localisés dans certains sites avec une très petite extension par rapport à la surface de l’AMP. La fréquence élevée des bateaux à moteur pendant l’été peut décourager la présence de mammifères marins (par suite du bruit) et endommager la tortue de mer Caretta caretta (en raison des impacts avec les coques et les hélices).

La construction et le développement du port touristique “Marina di Villasimius” ont causé l’érosion des plages voisines et représentent une source potentielle de pollution de l’eau et des sédiments due au déversement de pétrole provenant de bateaux récréatifs et commerciaux.

L’abondance des poissons semble être à peine affectée par les pêches récréatives et commerciales; Des cas rares de braconnage (pêche illégale) ont été signalés.

Certains écosystèmes / habitat / espèce sont potentiellement vulnérables à l’impact des espèces non indigènes telles que la chlorophyta Caulerpa racemosa var. Cylindracea, très abondante partout, le crabe Percnon gibbesi, également fréquent dans l’infralittorique rocheux supérieur, et le poisson Fistularia commersonii, pris à plusieurs reprises par les pêcheurs locaux. C’est pourquoi les plans de gestion prévoient le suivi de la dynamique et la propagation des principaux envahisseurs enregistrés dans l’AMP.

Désignation du site
Le MPA est divisé en trois zones avec un degré de protection différent: la Zone A (4% de la zone entière) est la réserve intégrale (zone de non prise, sans entrée); La zone B ou la réserve générale (14%) est la zone d’amortissement ou d’utilisation restreinte; La Zone C ou la réserve partielle (82%) est la zone de gestion des utilisations multiples.

En 2010, la Zone Spéciale pour la Conservation désignée ITB040055 (Campu Longu) a été incluse dans la Zone Spéciale pour la Conservation ITB040020 (Isola dei Cavoli, Serpentara et Punta Molentis) qui est actuellement appelée Isola dei Cavoli, Serpentara, Punta Molentis e Campulongu. Dans la section 5.2, les données sur cette nouvelle zone spéciale proposée pour la conservation sont signalées bien qu’il soit encore confirmé

Gestion du site et plans
Le Capa Carbonara MPA comprend quatre zones avec un degré de protection différent:

A Zone: réserve intégrale. Zone de non-prise dans le secteur occidental de l’île Serpentara. Les limites de la zone de non prise figurent sur la carte. Seules les activités scientifiques de recherche et la plongée SCUBA, selon des trajets fixes dans des zones délimitées et sous la réglementation / autorisation du Corps de gestion, sont autorisées.

B Zone: réserve générale. Cette zone comprend quatre sites: le secteur est de l’île de Serpentara, l’affleurement rocheux de Berni, le système Capo Carbonara – île de Cavoli et la région au sud de l’île de Cavoli. Les limites de chaque sous-zone sont listées sur la carte. Dans ce domaine, on navigue jusqu’à 10 kn, les activités de plongée SCUBA, les baignades et l’amarrage réglementés par le corps de direction sont autorisés. Les pêches à petite échelle sont autorisées à des pêcheurs professionnels résidant dans la municipalité de Villasimius et aux pêcheurs récréatifs, en vertu de la réglementation du Corps de gestion.

Zone C – D: réserve partielle – réserve expérimentale. Cette zone correspond à la superficie restante de la réserve marine. Dans cette zone sont autorisés: voile, amarrage réglementé, plongée SCUBA réglementée, pêche récréative réglementée, pêche professionnelle pour pêcheur résidant dans la ville de Villasimius et pour ceux qui ne résident pas, mais autorisés par l’Organisme de gestion.

Le chalutage et la pêche à la ligne ne sont pas admis dans l’ensemble de l’AMP.

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http://www.ampcapocarbonara.it/mappa-parco

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